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1)
UN IMPEGNO ATTIVO DI CARATTERE ETICO E CULTURALE VERSO IL MONDO
DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE.
Codici volontari e condivisi. Processi di rintracciabilità dei
prodotti, della loro manipolazione, conservazione, distribuzione
e certificazione della filiera. In un processo armonico di rispetto
ed evoluzione delle tradizioni.
2)
LA FORMAZIONE.
La Fondazione lavorerà con alcuni Istituti Universitari per favorire
la ricerca e stimolare le buone pratiche nella produzione e nel
consumo. Si occuperà anche attivamente, dando il proprio contributo
organizzativo ad iniziative qualificate nel campo della formazione
professionale. Formazione, aggiornamento e specializzazione dell'impresa
agroalimentare e della ristorazione
3)
LA GRADUALE COSTITUZIONE DI UN POLO AGRO-ALIMENTARE A MILANO.
L'Italia dell'alimentare è molto disomogenea. Le regioni del Nord
rappresentano il 61% del fatturato del settore: la Lombardia,
da sola, rappresenta con i suoi 19,7 miliardi di fatturato, il
21,7% della produzione. Queste le ragioni che spingono ad operare
per la graduale costituzione di un polo agro-alimentare a Milano,
con il coinvolgimento diretto delle imprese, dei soggetti economici,
degli imprenditori. E, naturalmente, dell'Università. L'approccio
al tema vuole essere significativamente scientifico e la connessione
tra alimentazione, salute e ambiente, rappresenterà l'elemento
caratterizzante dei contributi della Fondazione. Milano, dunque,
non certo per circoscrivere l'ambito territoriale delle attività,
ma per utilizzare le opportunità e le risorse che la città esprime,
al centro dell'area più densamente produttiva del comparto alimentare.
4)
LA COSTANTE ATTENZIONE ALLA DIMENSIONE MEDITERRANEA.
Il Mediterraneo è il punto di incontro storico, ma anche attuale,
di grandi diverse culture anche in campo agroalimentare. L'Italia
è naturalmente al centro di questo incontro e può farsi promotrice
di un dialogo, uno scambio ed un confronto storico, scientifico
e tecnologico delle culture e delle produzioni mediterranee. Essendo
il Mezzogiorno del nostro Paese il fertile baricentro di questo
incontro e Milano il vero punto di crocevia, di confine e di cerniera
con la vecchia Europa.
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